Indicazioni e valutazione preoperatoria

La mastopessi è indicata quando il seno ha perso tono e posizione, frequentemente dopo gravidanza, allattamento, importanti variazioni di peso o con l'età. Durante la visita si valutano:

  • il grado di ptosi, cioè la posizione del capezzolo rispetto al solco sotto la mammella;
  • il volume e la qualità dei tessuti;
  • le eventuali asimmetrie;
  • il desiderio di aumentare o meno il volume.

In base all'età e alla storia clinica viene richiesta un'ecografia o una mammografia prima dell'intervento. Il fumo aumenta il rischio di problemi di cicatrizzazione e va sospeso nelle settimane precedenti e successive.

La tecnica

La scelta della tecnica dipende dal grado di ptosi:

  • periareolare: cicatrice solo attorno all'areola, per ptosi lievi;
  • verticale: cicatrice attorno all'areola e in verticale fino al solco;
  • a T rovesciata: si aggiunge una cicatrice nel solco sotto la mammella, nei casi più marcati.

La ghiandola viene rimodellata e sollevata, l'areola riposizionata e la pelle in eccesso rimossa. Quando indicato, nello stesso intervento si inserisce una protesi; in alcune situazioni può essere preferibile eseguire le due procedure in tempi separati.

Anestesia e ricovero

L'intervento si esegue in anestesia generale presso la Clinica San Francesco di Verona, in day hospital o con una notte di ricovero.

Decorso postoperatorio

  • È previsto l'uso di un reggiseno contenitivo per 4–6 settimane.
  • Il lavoro sedentario si riprende di solito dopo 1–2 settimane; l'attività fisica dopo 4–6 settimane.
  • La forma del seno si assesta nel corso di alcuni mesi; le cicatrici maturano in 12–18 mesi.

Rischi, complicanze e limiti

I rischi vengono illustrati nel dettaglio durante la visita e nel consenso informato. Tra i principali:

  • cicatrici allargate o ispessite;
  • ritardi di guarigione, più frequenti nel punto di incontro delle cicatrici;
  • asimmetrie di forma o di posizione delle areole;
  • alterazioni della sensibilità del capezzolo;
  • sofferenza dell'areola, rara e più probabile nei fumatori;
  • ematoma, infezione;
  • se si inseriscono protesi, anche i rischi propri delle protesi (vedi mastoplastica additiva).

Con il tempo il seno può tornare ad abbassarsi in parte.

Domande frequenti

Quando servono anche le protesi?

Le protesi sono indicate quando, oltre al sollevamento, si desidera recuperare volume nella parte superiore del seno. Se il volume è adeguato, il seno può essere rimodellato con i soli tessuti della paziente.

Quanto sono visibili le cicatrici?

Dipende dal grado di ptosi. Le cicatrici possono limitarsi al contorno dell'areola oppure estendersi in verticale e, nei casi più marcati, lungo il solco sotto la mammella. Maturano nel corso di 12–18 mesi, diventando in genere più chiare e sottili.

Il risultato è permanente?

Gravidanze, variazioni di peso e invecchiamento continuano ad agire sui tessuti: con il tempo il seno può tornare ad abbassarsi in parte. Per questo, se è prevista una gravidanza, è spesso consigliabile valutare con attenzione i tempi dell'intervento.

Si può allattare dopo una mastopessi?

Spesso sì, ma l'intervento può ridurre la capacità di allattare, in misura che non è possibile prevedere con certezza.

I tempi indicati sono orientativi e variano da persona a persona. Le indicazioni definitive vengono date durante la visita, dopo la valutazione clinica.

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