Chirurgia del volto
Blefaroplastica superiore e inferiore
La blefaroplastica corregge l'eccesso di pelle delle palpebre superiori e le borse delle palpebre inferiori. Può avere finalità estetiche o funzionali, quando la pelle in eccesso limita il campo visivo.
Indicazioni e valutazione preoperatoria
La blefaroplastica superiore è indicata in presenza di eccesso cutaneo della palpebra superiore, talvolta associato a piccole borse adipose nell'angolo interno dell'occhio. La blefaroplastica inferiore tratta le borse adipose, la lassità della pelle e il solco tra palpebra e guancia.
Durante la visita vengono valutati:
- la posizione del sopracciglio e del margine palpebrale, per distinguere l'eccesso di pelle da una ptosi palpebrale o del sopracciglio;
- il tono della palpebra inferiore;
- la presenza di secchezza oculare o di altre patologie dell'occhio;
- farmaci in uso e condizioni generali di salute.
Quando l'indicazione è funzionale può essere richiesta una valutazione oculistica con esame del campo visivo.
La tecnica
Palpebra superiore. L'incisione viene disegnata nella piega naturale della palpebra. Si rimuove la pelle in eccesso e, se necessario, una sottile porzione di muscolo e di grasso.
Palpebra inferiore. A seconda dei casi si opera dall'interno della palpebra (via transcongiuntivale) oppure con un'incisione appena sotto le ciglia. Il grasso può essere rimosso o riposizionato per attenuare il solco con la guancia. Se la palpebra è lassa, può essere associata una procedura di sostegno dell'angolo esterno dell'occhio (cantopessi).
Anestesia e ricovero
La blefaroplastica superiore si esegue in anestesia locale, eventualmente con sedazione. Per la blefaroplastica inferiore o per l'intervento combinato può essere indicata una sedazione più profonda. Si esegue di norma in day surgery presso la Clinica San Francesco di Verona.
Decorso postoperatorio
- Impacchi freddi e riposo con la testa sollevata nei primi giorni riducono gonfiore ed ecchimosi.
- Gonfiore ed ecchimosi si attenuano nell'arco di 7–14 giorni.
- I punti vengono rimossi dopo 5–7 giorni.
- Le cicatrici restano rosee per alcune settimane e si schiariscono nei mesi successivi.
Rischi, complicanze e limiti
I rischi vengono illustrati nel dettaglio durante la visita e nel consenso informato. Tra i principali:
- secchezza oculare e irritazione, di solito temporanee;
- asimmetrie e difficoltà temporanea a chiudere completamente l'occhio;
- alterazioni della posizione della palpebra inferiore (ad esempio ectropion), più probabili in caso di lassità preesistente;
- ematoma; molto raramente un sanguinamento dietro l'occhio, che richiede un trattamento urgente;
- cicatrici visibili o ispessite, infezione.
La blefaroplastica non tratta le rughe del contorno occhi (le cosiddette zampe di gallina) né la pigmentazione della pelle.
Domande frequenti
La blefaroplastica corregge anche la palpebra "cadente"?
La blefaroplastica rimuove la pelle in eccesso. Se invece è il margine della palpebra ad essere abbassato per un deficit del muscolo elevatore (ptosi palpebrale vera), serve un intervento diverso. Anche un sopracciglio basso può simulare un eccesso di pelle; in questi casi può essere indicato il lifting del sopracciglio. La distinzione si fa durante la visita.
Resta una cicatrice visibile?
Nella palpebra superiore la cicatrice si nasconde nella piega naturale. Nella palpebra inferiore, quando non è necessario rimuovere pelle, si può operare dall'interno della palpebra (via transcongiuntivale), senza cicatrici esterne.
Quando posso rimettere le lenti a contatto e truccarmi?
In genere le lenti a contatto si possono riprendere dopo circa due settimane e il trucco dopo la rimozione dei punti e la chiusura completa delle ferite, secondo le indicazioni date ai controlli.
La blefaroplastica elimina le occhiaie?
L'intervento tratta borse ed eccesso cutaneo. La pigmentazione scura della pelle non viene modificata dalla chirurgia; il solco tra palpebra e guancia può essere migliorato riposizionando il grasso palpebrale o con il lipofilling, quando indicato.
I tempi indicati sono orientativi e variano da persona a persona. Le indicazioni definitive vengono date durante la visita, dopo la valutazione clinica.